Infortunistica stradale
a cura dell'Avv. Antonio Carrera

La violazione non contestata immediatamente anche se accertata mediante autovelox comporta l'illegittimità dei successivi atti del procedimento sanzionatorio

Corte di Cassazione; sez.III civile, sentenza 3 aprile 2000, n.4010; Pres. Sommella, Est. Lupo, P.M. Golia (concl.diff.9); Prefettura di Macerata c. Piccioni (Avv. Ballesi, Marsili Feliciangeli). Conferma Pret. Macerata 17 giugno 1998.

Circolazione stradale - Violazioni - Accertamento mediante autovelox - Mancata contestazione immediata - Illegittimità (D.leg. 30 aprile 1992 n.285, nuovo codice della strada, art. 200, 201)

Svolgimento del processo
Con ricorso al Pretore di Macerata depositato il 19 agosto 1996 Marina Piccioni proponeva opposizione avverso l'ordinanza con cui il prefetto di Macerata le aveva ingiunto di pagare la somma di lire 432.000 per la violazione prevista dall'art. 142, 80 comma, cod. strada, per avere superato di venti km/h il limite massimo di velocità di cinquanta km/h (infrazione accertata il 31 gennaio 1995 a mezzo di autovelox mod. 104/C).
Costituitasi la prefettura a mezzo di un proprio funzionario, il pretore adito, con sentenza depositata il 17 giugno 1998, ha accolto l'opposizione, poiché l'infrazione non era stata contestata immediatamente, pur non ricorrendo alcuna delle ipotesi di impossibilità contemplate dall'art. 384 reg. esec. cod. strada. Il pretore ha osservato che l'infrazione era stata accertata mediante un modello evoluto di autovelox (mod. l04/C) che consente "di rilevare l'eventuale eccesso di velocità contestualmente al passaggio del veicolo innanzi all'apparecchio, attivandosi un allarme acustico e visualizzandosi la velocità su un apposito display", onde, in assenza di circostanze effettivamente impeditive, non può negarsi la possibilità di procedere alla contestazione immediata.
Avverso la sentenza del pretore la prefettura di Macerata ha proposto ricorso per cassazione, a cui Marina Piccioni ha resistito con controricorso.

Motivi della decisione

  1. Con l'unico motivo la prefettura ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell'art103, 2° comma, cod. strada nonché dell'art. 14 1. 689/81, con riferimento all' art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c. La parte ricorrente osserva che, nel caso di accertamento dell'eccesso di velocità a mezzo di apparecchi fotografici, l'immediata contestazione non è possibile perché materialmente appare difficile arrestare un autoveicolo che procede ad alta velocità, perché è pericoloso e di intralcio al traffico inseguire un automezzo per costringerlo a fermarsi, perché l'accertamento della violazione non è istantaneo, ma avviene in un secondo momento, quando la fotografia, dalla quale si deduce l'automezzo e l'indicazione della velocità, venga sviluppata.
  2. Nel controricorso si eccepisce l'inammissibilità del motivo di ricorso per cassazione per l'assenza, in esso, "dei necessari caratteri di specificità, completezza e riferibilità . . . alla decisione impugnata".
    L'eccezione è infondata, poiché il ricorso, nonostante la sua incompletezza (mancando una o più pagine prima dell'ultima), contiene censure specifiche e, in parte, pertinenti alla sentenza impugnata.
  3. Passandosi al merito del ricorso, va rilevato che non pertinente è la censura di violazione e falsa applicazione dell'art. 103, 2° comma, cod. strada, che non concerne l'eccesso di velocità accertato nei confronti della Piccioni.
  4. Per quanto attiene alla censura di violazione e falsa applicazione dell'art. 14 1. 689/81, relativo alla contestazione e notificazione degli illeciti amministrativi, va osservato che l'invocata disposizione generale sulle sanzioni amministrative è derogata dalla disciplina speciale dettata per le violazioni del codice stradale dagli art. 200 e 201 stesso codice.
    Le due normative non hanno l'identico contenuto. In particolare, l'art. 201 prevede che si procede alla notificazione del verbale di accertamento della violazione solo qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata ed impone che il detto verbale contenga "l'indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata". L'art. 14 1.689/81, invece, prevede la notificazione "se non è avvenuta la contestazione immediata", prescindendo dalla possibilità o meno di tale contestazione e non imponendo alcuna indicazione, al riguardo. Correlativamente l'art. 383 reg. esec. cod. strada prevede che, normalmente, il verbale di accertamento della violazione dia atto anche della contestazione al trasgressore, che può chiedere l'inserimento in esso delle sue dichiarazioni, mentre il successivo art. 384 indica, sia pure a titolo soltanto esemplificativo, i casi di impossibilità della contestazione immediata. Dalla diversità delle due normative discende che non può essere applicato alle violazioni del codice stradale il principio giurisprudenziale (affermato da questa corte in relazione al disposto dell'art. 14 1. 689/81) secondo cui è priva di effetto estintivo dell'obbligazione sanzionatoria la mancata contestazione immediata, pur possibile, della violazione qualora sia stata effettuata la tempestiva notifica del verbale di accertamento della stessa (v., ex plurimis, Cass. 17 gennaio 1998, n. 377, Foro it., Rep.1998, voce Sanzioni amministrative e depenalizzazione, n. 48; 2 luglio 1997, n. 5904, id., Rep. 1997, voce cit., n. 101). Dalla disciplina del codice stradale si desume, al contrario, che la contestazione immediata della violazione alle norme in esso previste ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio, onde essa non può essere omessa ogni qualvolta sia possibile; con la conseguenza che la detta omissione costituisce una violazione di legge che rende illegittimi i successivi eventuali atti del procedimento amministrativo.
    Va, perciò, ribadito il principio, già affermato da questa corte con la sentenza 18 giugno 1999, n. 6123 (id., 1999, I, 3242), secondo cui il pretore, se riscontra che la contestazione immediata della violazione amministrativa alle norme del codice stradale, pur concretamente possibile, non è stata effettuata, legittimamente dispone l'annullamento del provvedimento sanzionatorio che sia stato emesso dal prefetto per detta violazione.
  5. Nel caso di specie, il pretore ha, con ampia motivazione, ritenuto che la contestazione immediata dell'eccesso di velocità fosse possibile, tenuto conto delle caratteristiche evolute del modello di apparecchio di rilevamento utilizzato per l'accertamento, ed ha espressamente affermato che non ricorreva alcuna delle ipotesi di impossibilità contemplate dal citato art. 384 reg. esec. cod. strada.
    Trattasi di accertamento di fatto che la parte ricorrente censura in modo non del tutto appropriato perché invoca la violazione dell'art. 14 1. 689/81 (disposizione derogata dagli art.200-201 cod. strada, come si è visto), mentre neanche menziona l'art. 384 applicato dal pretore, limitandosi a rilevare che l'eccesso di velocità è stato accertato a mezzo di apparecchio fotografico e quindi in modo non istantaneo (dovendosi attendere lo sviluppo della fotografia scattata dall'apparecchio).
    Al riguardo va osservato che, secondo la sentenza impugnata l'apparecchio utilizzato nel caso di specie consente "di rilevare l'eventuale eccesso di velocità contestualmente al passaggio del veicolo innanzi all'apparecchio, attivandosi un allarme acustico e visualizzandosi la velocità su un apposito display". E' stato, quindi, escluso dal giudice del merito che l'accertamento dell'eccesso di velocità richiedesse lo sviluppo di una fotografia e che esso non fosse stato istantaneo, come è stato sostenuto dalla prefettura ricorrente con affermazione generica e priva di riferimenti specifici alle considerazioni espresse nella sentenza impugnata.
  6. In conclusione, il ricorso va rigettato.

Commento
Ai sensi dell'art. 201 Cod. strada deve procedersi alla notificazione del verbale di accertamento della violazione solo qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata. E' viceversa necessario procedere alla contestazione immediata della violazione tutte le volte che questa sia possibile, anche nel caso di violazioni al codice della strada accertate mediante autovelox, a ciò non ostando l'art 384 del reg. esec. Cod. strada. E' vero, infatti, che tale disposizione elenca, fra gli esempi di impossibilità della contestazione immediata, l'accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento, ma precisa anche che deve trattarsi di strumenti che "consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari"; ove invece le caratteristiche tecniche dell'autovelox (come nel caso di quello menzionato nella sentenza in esame denominato 104/C) consentano la rilevazione dell'eccesso di velocità contestualmente al passaggio del veicolo e non successivamente a tale evento (con lo sviluppo della fotografia) e sia possibile fermare lo stesso, non vi è dunque motivo per escludere la necessità della contestazione immediata.