Spettacolo
a cura dell'Avvocato Antonio Carrera

Danzatori e pensionamento: riconoscimento del lavoro in paesi europei

CASSAZIONE CIVILE SEZ. LAVORO, 20 GIUGNO 1997 N. 5513
PARTI: ENPALS C/ RUDAS

MASSIMA

Con riferimento alle categorie dei ballerini o dei tersicorei, la regola del diritto al pensionamento di vecchiaia al compimento (per gli uomini) del quarantacinquesimo anno di età (giustificata dal particolare impegno fisico e dallo stato di forma richiesti dall'attività svolta), subordinatamente (oltre che alla esistenza del requisito contributivo precisato dalla legge) al decorso di almeno vent'anni dalla data iniziale dell'assicurazione presso l'ENPALS (art. 6 d.p.r. 31 Dicembre 1971 n. 1420), può trovare applicazione anche a favore dei soggetti che abbiano lavorato, oltre che in Italia, nei paesi europei rispetto ai quali - in base alle convenzioni internazionali e ai regolamenti comunitari - è consentita la cosiddetta totalizzazione dei contributi, cioè il cumulo dei periodi assicurativi italiani ed esteri, sempreché la contribuzione estera riguardi il medesimo ambito professionale, nel senso che tale totalizzazione prende il luogo del requisito assicurativo minimo richiesto per il lavoratore che abbia svolto la sua attività esclusivamente in Italia. (Fattispecie relativa a ballerino che aveva lavorato, oltre che in Italia, Olanda, Germania e Svezia, paese con il quale l'Italia aveva stipulato in materia di sicurezza sociale la convenzione di Stoccolma del 25 Settembre 1979, ratificata con L. 27 Aprile 1982 n. 288).